Trovata un’alternativa ecologica al calcestruzzo: un nuovo aggregato a base di alcol e catalizzatori.

Il Portland è la miscela cementizia più comune, ma la sua lavorazione produce circa 1kg di CO2 per ogni chilo di cemento prodotto.
Dal Giappone e precisamente dall’Università di Tokyo arriva una nuova ricerca che promette di aiutare il settore sia per quanto riguarda l’impatto ambientale, sia per il miglioramento delle proprietà del materiale.

I ricercatori dell’Università di Tokyo hanno sviluppato un’alternativa più ecologica rispetto al calcestruzzo tradizionale, basata  su alcol e catalizzatori. Il gruppo è riuscito a produrre calcestruzzo senza cemento impiegando un processo a temperature più basse e materiali con un minore carico ambientale. L’idea è stata quella di lasciare che l’acqua sposti la reazione avanti e indietro dalla sabbia al tetraalcossisilano permettendo così alle particelle di sabbia di legare tra loro.

La miscela che ha ottenuto prestazioni migliori è composta da sabbia silicea, perle di vetro, sabbia del deserto e sabbia lunare simulata. Il gruppo sostiene che il nuovo calcestruzzo senza cemento possa vantare una durata migliore rispetto a quella del calcestruzzo convenzionale, offrendo una maggiore resistenza a sostanze chimiche, temperatura e umidità.

Nell’attesa di prossimi aggiornamenti vi diamo appuntamento al prossimo articolo!