L’Italia delle costruzioni riparte da Genova: iniziano con 10 giorni di anticipo rispetto alla data fissata (31 marzo) i lavori di ricostruzione del Ponte Morandi, a dare l’annuncio è stata l’impresa Salina Impregilo in partnership con Fincantieri.

Agli inizi di questa settimana sono giunte sul posto 5 gru olandesi specializzate per la rimozione dei resti del Ponte che saranno rimossi mediante l’espolsione di microcariche. Terminata la demolizione, si partirà con il pompaggio delle sottofondazioni del Ponte. Possiamo dirvi con orgoglio che il Gruppo Migliaccio collaborerà in questo progetto, e saremo lieti di aggiornarvi al più presto sui servizi da noi effettuati in cantiere.

La ricostruzione del Ponte Morandi è solo il primo passo dell’avvio di un grande progetto di riqualificazione della zona, l’anticipo dei lavori è stato un vero scacco matto a chi dice che l’Italia delle costruzioni è immobile: crescerà l’occupazione e lo sviluppo delle infrastrutture.

Il primo passo è stato dunque fatto, un progetto presentato a tempi record: battuti i tempi di organizzazione, il cantiere è già aperto. Queste le parole di Pietro Salini: “se vogliamo far ripartire l’economia, creare occupazione, modernizzare veramente il nostro Paese dobbiamo rimettere in moto la sua voglia di fare, partendo da infrastrutture come il ponte di Genova, che sarà simbolo di questa rinascita”.

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E’ chiaro che il nuovo ponte avrà un aspetto totalmemte diverso da quello strallato crollato il 14 agosto scorso, il concetto estetico del nuovo ponte ricorderà la prua di una nave richiamando alla tradizione di Repubblica Marinara, quale fu Genova. Il ponte sarà costituito da pile abbandonando l’idea di ricostruire il ponte su una struttura simile a quella strallata con sezioni sospese.

La nuova infrastruttura avrà un impalcato metallico con pile in cemento armato, che consentono di coniugare l’alta qualità dei materiali con la necessaria durabilità dell’infrastruttura. L’impalcato in acciaio sarà composto da una travata continua di lunghezza totale pari a 1100 m, 20 campate e 19 pile in cemento armato posizionate ad una distanza media di 50 metri.

Il nuovo ponte di Genova dovrà diventare l’equazione vincente di questo nuovo modo di fare infrastrutture: un modello in cui Stato, Enti Locali e Imprese Private concorrono tutti per dare ai cittadini occupazione e infrastrutture nel più breve tempo possibile. Un modello che dovrà essere preso da esempio e che dovrà essere attivato in ogni cantiere, dal più piccolo al più grande, non solo in occasione di grandi tragedie come quella che è stata il crollo del Ponte Morandi.

Siamo certi che da un lato il crollo del Ponte Morandi sarà ricordato come una delle pagine più tristi delle costruzioni italiane dall’altro però vogliamo sottolineare il forte attivismo che ha conseguentemente portato all’inizio anticipato dei lavori così da ristabilire l’ordine nella città di Genova.

Lieti di darvi prossimi aggiornamenti, vi diamo appuntamento alla prossima settimana!