L‘ATECAP, costituita nel 1991, rappresenta e tutela gli interessi tecnico-economici dei produttori di calcestruzzo e presta assistenza alle imprese associate in campo tecnico, normativo e di mercato. In partnership con Federbeton ha recentemente effetuato le stime 2019 di andamento del settore. I dati dimostrano che la produzione di calcestruzzo preconfezionato è pari a 26,84 milioni di mc, valori inferiori al 3% rispetto ai 27,67 milioni di mc del 2018. Le principali cause di questa situazione di crisi sono probabilmente dovute alle recenti difficoltà del reparto costruzioni. Nonostante il contesto appena descritto, l’industria del calcestruzzo non ha mai smesso di investire in ricerca e innovazione.

Oggi, infatti, sono disponibili materiali sempre più efficienti e versatili, in grado di soddisfare le diverse esigenze del mercato che noi del Gruppo conosciamo molto bene avendoli trattati in svariati articoli precedenti. Di seguito grazie ai temi trattati dall’ATECAP è stato possibile redigere una breve ricapitolazione dei calcestruzzi più sorprendenti di questa annata.

Il calcestruzzo fotoluminescente

Il calcestruzzo fotoluminescente è un calcestruzzo strutturale per pavimentazioni con effetto architettonico e fotoluminescente, cioè capace di assorbire energia solare e riemetterla come fonte luminosa di notte. Si tratta di un cls a prova d’ambiente dato che la fotoluminescenza è una fonte di energia pulita, rinnovabile e sicura per gli esseri umani e per l’ambiente circostante. Questi calcestruzzi sono, dunque, ideali per la realizzazione di marciapiedi, sentieri pedonali e ciclabili luminosi, piazze e parcheggi in zone di scarsa illuminazione.

Il bio-calcestruzzo

Dato che in Europa il 70% delle infrastrutture è costruito in calcestruzzo si è giunti alla considerazione e alla necessità di manutenere in maniera efficace e semplice un gran numero di strutture. Gli esperti hanno così messo a punto un materiale capace di autoripararsi, ovvero il bio-calcestruzzo. Tale cls è realizzato aggiungendo speciali batteri al mix cementizio: in caso di fratture sulla superficie, l’ingresso di acqua o umidità attiva le spore presenti nel materiale, producendo nutrienti e poi calcare, che di fatto ripara la frattura. Le spore tornano poi dormienti per poi riattivarsi in caso di nuova frattura.

Il calcestruzzo mangiasmog

Il calcestruzzo mangiasmog è un calcestruzzo poroso che a contatto con la luce solare cattura alcuni agenti inquinanti trasformandoli in sali inerti liberando così l’aria dallo smog. Il primo uso del cemento biodinamico fu per la costruzione della chiesa romana Dives in Misericordia. Una delle costruzioni italiane più prestigiose costruite con il cls mangiasmog è Palazzo Italia di Expo Milano 2015. Milano con l’applicazione di questo cls potrebbe ridurre il suo inquinamento di circa il 50%. L’applicazione del biocemento per mille metri quadrati equivarrebbe a piantare 80 alberi sempre verdi o eliminare l’inquinamento provocato da 30 veicoli a benzina.

La stampa 3D

La stampa 3D è una tecnologia che sta trasformando i processi costruttivi, soprattutto grazie alla capacità dei materiali cementizi di rispondere alle esigenze di fluidità e plasmabilità richieste da queste nuove tecniche. Nelle zone interessate da calamità naturali o terremoti, la stampa di case 3D in calcestruzzo potrà rappresentare una risorsa cruciale per assicurare una casa alle persone colpite, in tempi rapidi e con costi sostenibili per le amministrazioni pubbliche. In Italia in occasione del Fuori Salone 2018 di Milano è stata realizzata la più grande abitazione 3D mai edificata in Europa. Per una superficie di 100 mq, sono state necessarie poche settimane di lavoro. La casa è costata meno di una abitazione tradizionale, è sostenibile e può essere ampliata, spostata o demolita in maniera agevole.

L’innovazione è dunque la chiave del successo, il calcestruzzo si reinventa e si adatta a tutte le esigenze. Appuntamento alla prossima settimana con un nuovo articolo!