E’ tornato il GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo a Piacenza dopo due anni dalla prima edizione avvenuta nel 2016. La mostra piacentina si è tenuta dall’8 al 10 novembre 2018 ed ha superato la soglia dei 245 espositori. Un risultato in netto incremento rispetto ai 128 della prima edizione e con una percentuale maggiore di aziende estere. Tutto ciò conferma la validità della formula del GIC, che ricordiamolo è l’unica manifestazione italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l’industria del calcestruzzo, la prefabbricazione e il ripristino delle strutture in cemento armato, anche in zone sismiche.

Durante questa edizione si sono trattati diversi temi, i più emergenti sono stati la manutenzione del calcestruzzo e le soluzioni per il ripristino attraverso materiali innovativi, il perchè di tanto dibattito è evidente, resta ancora vivo il ricordo del Ponte Morandi, una struttura con una aspettativa di vita pari a 100 anni ma crollata a circa la metà della sua vita.

Tra tutte, la frase che ha fatto più discutere e quella dell’ingegnere Giuseppe Marchese: “Il Ponte Morandi si potrebbe riparare in tre mesi, non è crollato a causa del calcestruzzo utilizzato che ha una durata di 100 anni”. Tali parole, pronunciate durante il convegno di apertura del Gic, non solo hanno fatto discutere ma anche riflettere.

Si è trattato di un weekend che ha portato alcune novità significative particolarmente nel mondo dei materiali del calcestruzzo. La Mapei ha infatti esposto al GIC valide soluzioni preventive per infrastrutture e opere in calcestruzzo. La nuova linea MAPESHIELD è un sistema di protezione catodica galvanica contro la corrosione delle armature metalliche e può essere utilizzato sia nei cicli di ripristino delle strutture in calcestruzzo armato, sia per prevenire la corrosione nelle strutture esistenti che ancora non hanno manifestato problemi, con l’obiettivo di aumentare la durabilità delle strutture. Inoltre Mapei ha portato al GIC la linea RE-CON, già presentata a Ecomondo a Rimini. Questa linea è nata dalla crescente domanda di calcestruzzo sostenibile per un’edilizia più responsabile e attenta all’ecosistema e all’esiguità delle risorse non rinnovabili ottenendo anche dei vantaggi di tipo economico grazie all’annullamento dei costi di smaltimento del calcestruzzo reso.

IDREXPO

Altra novità di questo GIC è stata IDREXPO, Italian Demolition & Recycling Expo, un’area tematica dedicata interamente alle macchine e alle attrezzature per il taglio e la demolizione delle strutture in calcestruzzo. La demolizione è un’attività strettamente connessa alla costruzione e alla manutenzione e questo aspetto non poteva non essere trascurato in una manifestazione come il GIC. In questa area sono state esposte tutte le più recenti novità del settore riaguardanti il tema, dalla demolizione classica con frantumatori alla demolizione e alla decostruzione controllate. La decostruzione potrebbe essere una soluzione dalle alte potenzialità dato la continua mancanza di fondi in Italia, infatti tale tecnica andrebbe a rimediare a errori di progettazione, a cambi di utilizzo o a interventi per mantenere in efficienza edifici, strutture, viadotti e gallerie.

Infine giunge dal GIC un’altra buona notizia ovvero la trasformazione dell’Istituto italiano per il calcestruzzo da istituzione no profit a fondazione. L’istituto è nato 16 anni fa per sviluppare un discorso di ricerca e assistenza a chi lavora con il calcestruzzo, ma soprattutto fare formazione. L’annuncio è arrivato dal presidente Silvio Cocco in occasione del convegno Concretezza tenutosi, appunto, durante il GIC.

Il GIC si è da poco concluso e si è di fatto riconfermato per il numero di espositori e di pubblico come una fiera vincente del calcestruzzo, l’unica in Italia!

Arrivederci alla prossima settimana!