Oggi parliamo di Martina, TBM tedesca da 65 milioni, ed ex detentrice del Guinness Europeo che è stata brutalmente sostituita da una “sorella rivale” dalle caratteristiche migliorate ed acquistata ad un costo inferiore.

Martina è stata la prima TBM da record che ha lavorato in Italia e precisamente nel tratto della Variante di Valico a noi caro e che ci ha visti in prima linea: tra Sasso Marconi e Barberino del Mugello.

La TBM che fino a qualche anno fa deteneva il record d’Europa ha scavato la galleria Sparvo, lunga 2.495 metri. Tale galleria è sita nelle viscere dell’Appennino sul tracciato della Variante di Valico (Autostrada A1). Scavare in una galleria così lunga e massiccia non è stata un’impresa facile, e solo Martina, una talpa dalle dimensioni mastodontiche, è riuscita a stracciare ogni record: 15,62 metri di diametro, 110 metri di lunghezza e un peso complessivo di 4.500 tonnellate.


La maxi-talpa è stata progetta e realizzata in Germania, è una fresa scudata di tipo Tunnel Boring Machine – Earth Pressure Balanced. Martina ha scavato nei cantieri del lotto 6 e 7 della Variante di Valico, strabiliando tutti per dimensioni e per velocità di avanzamento.

La mega-fresa è arrivata dalla Germania via mare, il grande trasporto è stato effettuato dalla Pasquinelli di Jesi in collaborazione con la Aliani di Fidenza. La mega-fresa è partita da Schwanau in Germania ed attraverso varie chiatte ha poi raggiunto il porto di Rotterdam dal quale è stata imbarcata e tramite una motonave è arrivata a Ravenna dove, una volta scaricata con tutti i suoi componenti, è stata presa in consegna dai tecnici specializzati della Pasquinelli che l’hanno trasportata smontata fino alla destinazione finale del cantiere della Variante di Valico nel Comune di Castiglione dei Pepoli. Il pezzo più grande e pesante è stato trasportato viaggiando ad una velocità massima di 25 km orari.

 

 

Il convoglio di Martina ha viaggiato quasi esclusivamente di notte per ridurre i problemi correlati al traffico ed era composto da oltre dieci pattuglie della polstrada. Il trasporto eccezionale era lungo 63,5 metri, largo 8,70, alto 4,40 e dal peso di circa 500 tonnellate. A causa della sua larghezza è stato necessario chiudere totalmente l’autostrada nel senso di marcia del trasporto. Con la mega-fresa si è lavorato ininterrottamente 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno, per scavare la montagna e montare i conci di rivestimento della galleria in tempi record.

 

 

 

 

 

La Galleria dello Sparvo oltre a richiedere la TBM più grande d’Europa per la sua realizzazione, ha necessitato anche di specifici accorgimenti per quanto riguarda il calcestruzzo. Infatti il pompaggio del cls all’interno della Galleria è stato fatto con un sistema di riempimento bi-componente: il primo componente è composto da una boiacca cementizia a consistenza super-fluida e quindi facilmente pompabile, la cui stabilità e impermeabilità sono migliorate grazie all’utilizzo della bentonite e la cui lavorabilità fino a 72 ore dal confezionamento è stata garantita da un ritardante liquido con effetto plastificante; il secondo componente, al contrario, è costituito da un additivo liquido accelerante, che aggiunto al primo componente, provoca una gelificazione della miscela quasi immediata. I principali vantaggi di questo sistema di riempimento sono la consistenza super-fluida e il mantenimento della lavorabilità. Queste due caratteristiche riducono al minimo i rischi di intasamento delle linee di trasporto e dei condotti di pompaggio.

 

Martina è stata commissionata dalla Toto Costruzioni S.p.A. di Chieti, un investimento fondamentale che è costato alla ditta circa 65 milioni di euro. La mega-fresa di Toto, infatti, ha scavato e rivestito tutti i 2600 metri in canna Sud in soli 8 mesi. Sulla base di dati concreti da cantiere, Martina è stata capace di segnare una produzione record di 400 metri lineari di avanzamento in un mese, 126 metri in una sola settimana ovvero fino a 24 metri in un solo giorno, rimuovendo 4.215 metri cubi di terra.

Una storia bellissima quella di Martina, se non fosse che è stata poi sostituita da una sua “rivale” da un diametro maggiore ad un costo minore: 15,87 metri per 50 milioni di euro. La sostituta presenta quasi 20 cm in più di diametro e detiene attualmente il record europeo detronizzando la povera Martina.

 

 

La ditta fornitrice e creatrice della nuova talpa è la stessa di Martina: la Herrenknecht e l’acquirente è la Pavimental S.p.A.

La nuova mega-fresa è stata impegnata nello scavo di un tunnel lungo 7528 metri, nel tratto vicino alla città di Firenze, subentrando a Martina e facendo arrivare a 13 il numero di frese della Herrenknecht operanti in Italia, tutte impegnate in lavori con il fine ultimo di garantire nel territorio italiano arterie stradali più sicure ed efficienti, realizzate con la migliore tecnologia a disposizione.